prarostino

Il Comune di Prarostino sorge, in splendida posizione collinare e montuosa, a pochi Km da Pinerolo (TO) alla confluenza delle valli Chisone e Pellice note anche come Valli Valdesi.

Per raggiungere Prarostino si consiglia il seguente percorso:

da Torino, imboccare la circonvallazione di Pinerolo in direzione Sestiere, uscire dalla circonvallazione per San Secondo di Pinerolo; giunti al centro del paese seguire le indicazioni per Prarostino.

Benvenuto nel sito Istituzionale del Comune di Prarostino

Cultura e Turismo

Cenni storici

La questione del nome, i primi documenti.

Anche per Prarostino, la prima citazione certa risale ad un documento della contessa Adelaide dell' 8 settembre 1064 che prevede un atto di donazione a favore della Abbazia di Santa Maria di Pinerolo. In quell'atto che costituisce l'Abbazia di Santa Maria e praticamente fonda Pinerolo, Adelaide, "ego Adelegida, Christi misericordia comitissa", stabilisce "haeredem quadam ecclesiam constructam in territorio vici Pinarioli, consectram in honorem sanctae Dei Genitricis Virginis Mariae" legandole una lunga serie di proprietà. Molte terre del pinerolese hanno così, in questo elenco, una delle loro prime registrazioni ufficiali: per il nostro Comune, la citazione è nella frase: "....harum autem omnium villarum medietatem, subscriptarum vero integritatem, id sunt valle S. Martini, Petrosae, Poggio Odonis, Prati molli, Villaris Aldini, Padernonum, Famolasca...".

Si veda come profondamente diversa appaia la grafia rispetto all'attuale denominazione. Del resto, le stesse trascrizioni manuali erano ben spesso infedeli: la collazione con altre 15 redazioni note del documento adelaidino ci dà ancora almeno 6 diverse stesure del nome: Vilare Aldini (8 casi), Villari Aldini (1 caso), Villaris Aldini (3 casi, identici dunque al testo quì citato, nella trascrizione di Carlo Cipolla), Villaris Arduini (1 caso), Villare Odini (1 caso).

Quindici anni dopo, il 17 dicembre 1079, un altro documento ci parla di Prarostino, e il nome appare registrato ancora con una diversa grafia. Il testo è quello con cui Littone ed Ottone fratelli, del fu Opizzone, e Berta moglie di Littone promettono e si obbligano formalmente di lasciare in pace e non inquietare il monastero di Santa Maria di Pinerolo nel pacifico possesso del luogo di Miradolo e di Prarostino: "...ullam modestiam facere nominatiue de quandam corte qui miradolum uocatur, atque de uno alio (loco) qui uillare endini nominatur ".

Dobbiamo arrivare al 18 aprile 1122 (o 1123) per ritrovare Prarostino in un nuovo documento. Si tratta questa volta della bolla con cui Bosone, vescovo di Torino dona le chiese di San Donato e San Maurizio in Pinerolo, e ne conferma altre, nell'Abbazia di Pinerolo. Il passo che interessa è il seguente: "... concedo atque dono a presenti die predicto monastero Sancte marie ecclesiam sancti donati atque Sancti mauricii loco pinarioli sitas et ecclesias loco miradoli constructas castro uel uilla atque ecclesiam uillaris aldini tereneque ecclesiam ac ecclesiam prati mollis..."

Il 13 maggio 1139, papa Innocenzo II confema "dilectis filis Dalmatio abbatj Monasterji Sancte Marie pinariolensis eiusque fratribus tam presentibus quam futuris regulariter substituendis in perpetuum" i privilegi dell'Abbazia: "...presenti enim decreto statuimus. ut quecumque possessiones. quecumque predia. et quecumque bona eidem pinariolensi [monasterio ab adeleida comitissa uel ab] alijs quibuslibet fidelibus de suo iure collata sunt uel concessa... videlicet totum castrum pinarioli et uillam cum ecclesijs sancti donati et sancti Maurici. medietatem de ferruciasco. mansum de [ro]uore,[to. Valle del Iemina. Miradolium cum ecclisijs] et alijs pertinentijs suis. Villare eudinum cum ecclesia. Uillam cum dicitur portas Turinam. Malam mortem. pratum molle. Uillaretum pinoascam.... confirmamus ut nullus taurinensis episcopus, uel mediolanensis archiepiscopus unquam quolibet ingenio uie qualibet arte eidem monasterio aufferre aut uellere [prefat]as ecclesias, nisi per communem utilitatem totius episcopatus. nullatenus excommunicare presumat".

Ancora tre documenti praticamente coevi al precedente citano Prarostino, e la grafia risulta essere la seguente:

"Villaris Aldini" in una bolla datata 12 maggio 1140, con cui papa Innocenzo II conferma al Monastero di Santa Maria di Pinerolo le chiese del medesimo possedute.

"Villaris Eudini" nella conferma in data 29 novembre 1130 di Arberto vescovo di Torino, circa "le chiese ed i privilegi del Monastero di Santa Maria di Pinerolo, con riserva di alcuni diritti vescovili".

"Uillararis eudini" nella successiva riconferma del 10 aprile 1144 di Oberto, vescovo di Torino, in merito alle chiese ed i privilegi del monastero di Santa Maria di Pinerolo.

Solo il 3 aprile 1513 troviamo una prima grafia ("Podio Rustino") che si avvicina di più all'attuale; ma anche successivamente essa è ancora a lungo incerta: "Prarustin, Pra-rustin, Prérustin, Praustin, Prarusting, Péroustin...".

Le vicende con San Secondo e la formazione del Comune.

"Crescendo" nella castellania di Miradolo (dal 1198 staccato dall'Abbazia di Pinerolo e suddita di Casa Savoia), San Secondo nasce come "ricetto" verso la metà del 1300.

I ricetti erano luoghi recinti di mura e di fossati, con ponte levatoio e saracinesche, formati allo scopo di ricoverarvi i prodotti agricoli difendendoli dalle rapine del nemico; se del caso, servivano anche come riparo per gli abitanti e gli animali. Erano normalmente muniti di alta torre di guardia (quadrata, talvolta cilindrica). Sulla sommità, la sentinella vigilava e segnalava ogni fatto interessante, sventolando bandiere e accendendo fuochi di notte entro cestoni di ferro. Sovente, verso l'abitato la torre era aperta e divisa da più impalcature in legno servite da scale a pioli. Col termine di "ricetto" si designava probabilmente, per San Secondo, il complesso di fortificazioni che sostanzialmente univano il "Castel del lupo" con l'abitato vero e proprio.

Il 4 aprile 1360 Amedeo VI, il Conte Verde, infeuda metà del luogo (A) a Franceso Bernezzo signore di Vigone. Il 30 settembre 1363 la seconda metà del luogo (B) passa a Giacomo principe d'Acaia.

25 settembre 1370
Vendita a Giovanni Fieschi conte di Lavagna (termine di riscatto)

26 dicembre 1419
Riscatto di Ludovico ed infeudamento del luogotenente generale Ludovico Costa.

(?)
Cessione al duca Amedeo VIII.

20 dicembre 1424
Infeudamento a Percivalle e Gabriele di Lignana (zio e nipote) signori di Frasinello

19 dicembre 1483
Gabriele, erede dello zio, vende a Anichino Villa, figlio naturale di Adriano di Villastellone

(?)
Per testamento al duca Carlo II di Savoia.

9 luglio 1521
Infeudamento ai fratelli Gerardo e Stefano Scaglia. Rivendita al duca.

10 gennaio 1528
Guglielmo e Baldassarre di Bernezzo vendono a Pantaleone Bersatore. 1

1 giugno 1530
Vendita al conte di Frossasco Carlo Bertolino di Montbel.

28 febbraio 1561
Vendita a Antonio e Giovanni Averardi

25 maggio 1561
La vedova di Carlo lo porta in dote al secondo marito di Andra Provana di Leiny.

5 agosto 1581
Vendita a Giovanni Angelo Porporato

3 agosto 1579
Vendita a Ottaviano Cacherano conte Della Rocca.

22 febbraio 1587
Vendita ai fratelli Parpaglia dei Signori di Revigliasco.

Prarostino e Roccapiatta restano col territorio di San Secondo fino alla metà del XVIII secolo. Di quest'ultimo periodo c'é un documento curioso, datato 22 febbraio 1627, che può essere interessante citare. Si tratta delle risposte a stampa del duca Carlo Emanuele ad una "Supplica della povera comunità di San Secondo". Queste le premesse: "La povera comunità di San Secondo è stata sempre pronta in tutte le passate occasioni di guerra ai servizi di V.A. Serenissima, e con tutto suo potere supplito ai suoi comandi, né mai s'é risparmiata in cosa alcuna, senza aver mai fastidito le benigne orecchie di V.A. E' tali e tante sono le spese fatte, e i carichi sostenuti, che ora si rende posta al fondo, e in estrema necessità, soprattutto per aver patito l'anno passato una terribile tempesta, che l'ha resa a sterminio inesplicabile, per non andar totalmente dispersa si mette ai piedi di V.A.S. Umilmente supplicandola che si degni in considerazione dei detti carichi soprapportati, danni patiti e in loro risarcimento concedere ed accordare i Capi seguenti "... Le richieste riguardano determinati gravami tributari di cui la Comunità sollecita di essere sollevata o quanto meno alleggerita. Il "Serenissimo Signore" apparentemente concede, in realtà scantona e per la maggior parte delle richieste lascia sostanzialmente le cose come stanno.

Le "patenti di Pinerolo" del 1655 portano sostanzialmente alla suddivisione in due zone di influenza (San Secondo cattolico, Prarostino valdese con capoluogo San Bartolomeo); esse diventano operanti a partire dal 1658, mentre quelle di costituzione ufficiale dei Comuni di Prarostino e di Roccapiatta sono del 1661 (una discriminazione in tal senso trova tuttavia già riscontro in decisioni ducali del 1596, 1603, 1609, 1628).

Le varie vendite della meta (B) del feudo di San Secondo hanno un ulteriore sviluppo il 23 maggio 1679 con la cessione delle terre al conte Carlo Bianco, barone di Saint Marcel.
1682: con sue patenti, Vittorio Amedeo II riconosce il Comune di San Secondo sui territori non compresi nel nuovo Comune di Prarostino.

Resta il problema dei beni valdesi sul territorio di San Secondo (considerati come appartenenti al comune di Prarostino) e, per converso, quello dei beni cattolici sul territorio di Prarostino (appartenenti a San Secondo). La divisione, densa di inconvenienti, durerà fino al 1907: il nuovo Catasto risolve la situazione ponendo come confine tra i due comuni il torrente Chiamogna.
Posteriormente al 1658, Prarostino viene anche detto "costiera di San Secondo" e appartenente con Roccapiatta alle "terres moyennes", situate cioé tra Pellice e Chisone. Oltre al capoluogo San Bartolomeo, Prarostino conta come località più importanti: la Ruata, il Rocco, i Gay, il Collaretto, i Cardonat.
I suoi abitanti ("... in genere belli ed alti di vita ...", li descrive Amédée Bert) sono nel 1759 a 1636 (di cui 36 cattolici), nel 1790 sono 1050 (di cui 50 cattolici). Nel 1839 essi sono 1675 (di cui 150 cattolici); nel 1844 appaiono 2500 (di cui 63 cattolici). Nel 1847 le statistiche danno 1600 abitanti, nel 1881 sono 1566; nel 1901 sono 1415 (di cui 130 cattolici); nel 1928 i valdesi risulterebbero scesi a meno di 1000.
Roccapiatta (separata da Prarostino dal Turinella) è formata dai Rostagni, dai Cardons e dai Gaudins. Nel 1790 si trovano segnalati 276 valdesi e 24 cattolici; nel 1839 sono registrati 267 valdesi e 17 cattolici; nel 1847, la popolazione è detta di 300 abitanti; nel 1881 di 263 abitanti; nel 1901 di 247 abitanti; nel 1928 sono 144 abitanti di cui 1 cattolico.
Dal 1 gennaio 1866 i pastori valdesi hanno cessato di essere ufficiali di Stato Civile. I registri relativi, che la chiesa aveva fino allora tenuto, sono passati al Municipio. Per trovare innovazioni alle delimitazioni territoriali bisogna ricorrere al Regio Decreto del 15 aprile 1928 che aggrega i comuni di Prarostino e Roccapiatta al comune di San Secondo di Pinerolo. (Vittorio Emanuele III). La suddivisione attuale (comuni di San Secondo e Prarostino [con Roccapiatta]) avviene con decreto del Presidente della Repubblica del 16 aprile 1959 Nella guerra 1915 - 1918 36 figli di Prarostino e 10 di Roccapiatta non tornano dai campi di battaglia. 13 sono i caduti militari e civili del conflitto 1940 - 1945.

Spunti di storia.
Uno dei primi fatti storici documentati concernenti i valdesi di Roccapiatta e Prarostino è la spedizione armato di Pantaleone Bersour, "gentilhomme de Rocheplatte" del 1535. Durante i processi intentati in Provenza, nel 1534, a carico dei valdesi che ivi erano emigrati dal Piemonte dopo la crociata del 1487 (un Antoine Pasquet, di San Secondo, con 12 altri correligionari era stato consegnato al braccio secolare per essere messo a morte; un Phierre Chalvet, era morto in carcere, un Jean Bernard di San Bartolomeo, vi era stato rinchiuso per due mesi) erano emersi dati relativi a valdesi sospetti rimasti nelle valli, che furono acconciamente utilizzati per costringere Carlo III di Savoia ad intervenire nei loro confronti. Indicato dell'esecuzione, il Bersour, dopo una puntata in Provenza per acquisire personalmente la vantata documentazione, mette insieme 500 soldati e nel settembre 1535 tenta attraverso Roccapiatta e la Sea di Angrogna di attaccare le sentinelle poste dai valdesi a tutela del sinodo di Chanforan.
Si verificano, per alcuni giorni, rudi scontri che coinvolgono le popolazioni dei due centri ma, sia per il determinante intervento di Bianca di Luserna, sia per la necessità di Carlo III di non avere nemici, nel particolare momento storico, i valdesi, la spedizione si estingue prima della fine dell'anno. Tra il 1536 e il 1599 avvengono sporadiche persecuzioni, la dottrina evangelica può tuttavia diffondersi sotto l'egida delle armi francesi. Nel 1599-1600 avviene il ritorno del duca di Savoia e con lui nuove persecuzioni; nel 1560-1561 avviene la storica guerra del Conte della Trinità in val Pellice.
In questo periodo gli abitanti di Roccapiatta e di Prarostino usufruirono di un riparo naturale, la Rocca Ghiesa, che dall'alto della Sea di Angrogna domina il villaggio. La pace di Cavour del 5 giugno 1561 assicura amnistia e libertà di culto. Solo verso la fine del secolo sorge un tempio in muratura a Roccapiatta: ed il modo con cui è avvenuta la scelta della località dove edificarlo, i Rostans (o, meglio, come lo ricorda la tradizione) è per lo meno curioso. Il commissario ducale che doveva scegliere la zona, non era quel che si dice un camminatore, per cui tra i sali e i scendi dei valloni per raggiungere da San Secondo Pralarossa (dove, per la comodità del sito, era stato deciso dall'autorità di costruire il tempio) arrivò ai prati dei Rostans con la lingua fuori, il fiato grosso e le gambe che gli vacillavano, si lasciò andare sconsolato e sfinito sull'erbetta invitante : "Fabriché béle-sì; mi vad pi nen lassù!".
Il tempio avrà varie vicissitudini (distrutto nel 1686, ricostruito all'inizio del XVIII secolo, demolito dalla neve del 1744, a più riprese ristrutturato) e servirà come luogo di culto della parrocchia di Prarostino fino al 1828. Nel 1565 un editto di Emanuele Filiberto invita chi non vuol vivere secondo la fede romana a lascare gli stati entro due mesi. Nel 1568 la primitiva chiesa cattolica di San Bartolomeo è in deplorevoli condizioni (...nella chiesa, quasi tutta scoperta, cresceva l'erba; l'altare maggiore era mezzo diroccato; molti quadri e la pietra del fonte battesimale erano per terra, fuori dalla chiesa; la messa non si celebrava che qualche volta).
Tale all'incirca appare ancora nel 1591, nel 1658, nel 1661, nel 1723. Tra il 1630 e il 1631 un'epidemia di peste infierisce anche a Prarostino e Roccapiatta. Carlo Emanuele II nel 1655 emana un editto co cui impone ai valdesi della piana sono costretti all'albiura o al ritiro in montagna. Braccati sui pendii innevati, organizzati e guidati da Josué Janavel e Barhélemy Jahier, i valdesi attaccano in armi, il 15 ed il 28 maggio a San Secondo. La seconda spedizione è particolarmente cruenta. Il reggimento irlandese e piemontese che presidia il paese, rinserrato nel castello, si difende strenuamente. Riparandosi dietro barili colmi di fieno, i valdesi accatastano fascine sotto le porte del castello e lo incendiano. Si è parlato di 1500 morti.
Il 2 giugno i valdesi effettuano una spedizione contro Bricherasio da Roccapiatta; qualche giorno dopo un'incursione da San Secondo mettte a fuoco alcune case della comunità. Il 18 giugno Jahier cade in un'imboscata nei pressi di Osasco: muoiono con lui un centinaio di valdesi. Il periodo è quello dell Pasque Piemontesi. La pace di Pinerolo del 18 agosto 1655 firmata per San Bartolomeo, Roccapiatta e Prarostino dal capitano Philippe Forneron, rinnova i privilegi di Cavour. I valdesi sono tuttavia costretti ad emigrare da San Secondo, stabilendosi in Prarostino e Roccapiatta. Ma gli scontri armati ritornano frequenti fino a quando la "patente di grazia" di Torino, firmata il 14 febbraio 1664 da Carlo Emanuele (il cui regno finirà nel 1675) concede finalmente alle valli 22 anni di pace pur con gravose imposizioni finanziarie a risarcimento dei danni di guerra.
Il 31 gennaio 1686, sotto la pressione di Lugi XIV, un editto di Vittorio Amedeo II sopprime, il culto, ordina la distruzione dei templi e condanna all'esilio. Il 14 e 19 aprile le assemblee di Roccapiatta decidono di resistere armati. Si apre così una nuova pagina di guerra. Il lunedì di Pasqua, all'alba 3 colpi di cannone danno il via all'operazione, il duca di Savoia attacca la val Luserna, il Catinat val San Martino. Un pugno di uomini di Prarostino e Roccapiatta partecipa alla impari difesa di Angrogna. Alla fine le valli furono interamente occupate. L'accanita resistenza di "80 invincibili" porta ala fine dell'ottobre alla liberazione dei prigionieri che in pieno inverno emigrano in Svizzera con una penosa marcia attraverso il Moncenisio e il San Bernardo.
Tra il 1687 e il 1689 vi sono tentativi di rientro. Nel 1690-1697 avviene la guerra della Lega d'Asburgo, Vittorio Amedeo di Savoia si unisce alla coalizione europea contro Luigi XIV. I valdesi combattono per il Savoia contro la Francia. Il sinodo del 1694 inserisce la chiesa di Roccapiatta-Prarostino tra le "grandes églises". Il 22 ottobre 1689 il marchese di Parella incendia la collina di Prarostino; due anni dopo il capitano francese Poule, di Pinerolo, attacca la fascia collinare e fa prigioniero il capitano Gay di Prarostino Con decreto del 1 luglio 1698 Vittorio Amedeo II ordina un'ennesima evacuazione delle valli: i valdesi nati sudditi francesi devono allontanarsi entro 2 mesi, pena la morte. Circa 2300 persone riperndono la via dell'esilio, tra le vittime illustri Henri Arnaud.
Nell'anno successivo si gettano le basi per il templio di San Bartolomeo. Un editto speciale di Vittorio Amedeo II del 1699 autorizza il culto protestante nella comunità di Prarostino. Con la rivoluzione francese e l'annessione del Piemonte alla Francia (fino al 1814) Napoleone organizza la chiesa valdese in 3 Concistori; La Tour, Prarustin, Villesèsche. Dopo l'11 aprile 1814 (abdicazione di Napoleone e Restaurazione) episodi di intolleranza si riscontreranno ancora, dovuti fra l'altro ad una certa incostanza nelle posizioni di casa Savoia; sarà il documento fondamentale di Carlo Alberto del 1848, la cosiddetta "emancipazione" a segnare anche per Prarostino e Roccapiatta la svolta storica della libertà civile e religiosa.

Le cartine

 

 

Le borgate

borgate

Gemellaggi

L'11 gennaio 1976 Prarostino si gemella con la località svizzera di Mont sur Rolle. Situata a 477 m. sul livello del mare, sulle rive del lago di Ginevra, il comune ha la caratteristica di non presentarsi raggruppato in una sola località, ma di essere fromato da un insieme di fattorie disseminate su un vasto territorio. E' zona di immensa produzione vinicola: dalla spianata del municipio, lo sguardo si smarrisce nell'immensa distese di vigne, la seconda per importanza della Svizzera;

 mont sur rolle 2

 

Mont-sur-rolle

Le cantine delle case sparse sull'intera superficie del Comune possono custodire fino a due milioni e mezzo di litri di ottimo vino. Per le sue vigne, Mont sur Rolle ha sacrificato persino il paesaggio, condannando una pur rigogliosa vegetazione arborea in nome del detto : "La vigna non tollera altra ombra che quella del vignaiolo". Le origini storiche di Mont sur Rolle non sono ben note. Abitato fin dall'epoca romana, all'alba del mille sorgono nella zona due castelli che diventano sede di potenti signorie del cantone di Vaud, le quali troveranno limite solo nella presenza e nell'accentuarsi del dominio di Casa Savoia. Gli abitanti di Mont sur Rolle, eminentemente di culto valdese, sono circa 700. La descrizione della loro vita nel passato non differisce molto da quella cui siamo abituati per le nostre zone: "Nell'alto medioevo, la casa del contadino era poco più d'una capanna in cui vivevano in comunione uomini e bestie: e spesso le bestie non erano che l'unica fonte di ... riscaldamento".

mont sur rolle

E questo passato di sofferenza e di rinuncia, che ha trovato nel lavoro (e nella coltivazione della vite) il suo lento riscatto, accocuma ancora di più, per la singolare corrispondenza di situazioni passate e presenti, gli abitanti di Mont sur Rolle ai prustineghi, sottolineando la felicità della scelta ed il sicuro avvenire del gemellaggio tra i due centri.

Dove si trova Mont-sur-Rolle:

mont cartina 2

Area Camper

 

Area camper "porto di montagna"

La costruzione dell'area camper di Prarostino fa parte del progetto Porti di Montagna realizzato dall'ATL in occasione delle OLIMPIADI INVERNALI TORINO 2006

Il porto di montagna di Prarostino è stato inaugurato il 17 giugno 2006 in occasione dell'annuale Festa del Faro. Era presente una delegazione del Comuna gemellato Mont Sur Rolle

 Area2

 

 

                                                                                               

                                                                  

                                                                                                                                 

                      REGOLAMENTO SOSTA AREA CAMPER

 

                     MODALITA' DI SOSTA E PAGAMENTO AREA CAMPER

 

Prarostino

Prarostino sorge, in splendita posizione collinare e montuosa, a pochi Km. da Pinerolo (TO) alla confluenza delle Valli Chisone e Pellice, note anche come Valli Valdesi. Si estende per 10,57 chilometri quadrati da un'altezza di 450 mt. s.l.m. ad un'altezza di circa 1.100 mt. Il capoluogo San Bartolomeo è situato a 738 mt s.l.m. Gli abitanti risultano essere 1292. Il prefisso telefonico è 0121, mentre il CAP è 10060. Un tempo intensamente coltivato, il territorio si è progressivamente spopolato a causa dell'aumento dell'industrializzazione. Sussistono tuttavia ancora ampi vigneti che danno un prodotto apprezzato e che è in via di riqualificazione grazie anche all'impegno deglì agricoltori e dell'amministazione comunale.

Faro di Prarostino

Faro di Prarostino

La vita sociale è caratterizzata da una forte presenza di associazioni e gruppi che, pur con attività e obiettivi diversi, favoriscono la socializzazione ed il coagulo di una popolazione fisicamente distribuita in una miriade di borgate: oltre alla Pro Loco ed alle sezioni locali di associazioni nazionali quali AVIS e ANA, vogliamo ricordare la squadra Anti Incendi Boschivi che in molte occasioni ha dato prova di grande impegno ed efficienza.

prarostinopanorama

Panorama di Prarostino

Negli ultimi anni infine la popolazione è tornata ad aumentare, specialmente in virtù di molti "cittadini" che hanno apprezzato la salubrità dell'aria e la bellezza del luogo portando quindi la loro residenza nel comune.

panorama2_prar

Panorama di Prarostino

Per raggiungere Prarostino si consigliano i seguenti percorsi: In auto: da Torino, percorrere l'autostrada fino a Pinerolo, proseguire in direzione di Sestriere. Sulla circonvallazione di Pinerolo, uscire a San Secondo di Pinerolo; dal centro del paese seguire le indicazioni per Prarostino. (proseguendo lungo la strada provinciale N.165). In treno: la linea Ferroviaria da prendere da Torino è la "Torino-Pinerolo-Torre Pellice" scendendo a Pinerolo. In autobus: l'autolinea è quella SAPAV da Torino a Pinerolo. Da Pinerolo è attiva una linea bus (cavourese) i cui orari sono disponibili sul nostro sito.

esrimap

Regione piemonte

cartinagen

Vi Auguriamo un buon soggiorno. La Pro Loco di Prarostino

Il Faro della Libertà

far

Il faro della Libertà

Inaugurato il 18 giugno 1967, il "Monumento-Faro" ricorda con la sua ardita architettura i 600 partigiani dei 51 Comuni delle valli pinerolesi caduti nella lotta di liberazione. Progettato dagli architetti Roberto Gabetti ed Aimaro Isola, realizzato con vari contributi, l'apporto gratuito di ex-partigiani ed il dono del pietrame da parte dei cavatori di Bagnolo Piemonte, il monumento si presenta come una torre-traliccio, internamente praticabile, su pianta quadrata; realizzato in pietra greggia, è alto 15 metri, e termina con un terrazzino ed una stele metallica sormantata da un faro.

 

La località ha nella scelta due motivazioni determinanti: la posizione quasi centrale rispetto alle valli Chisone e del Pellice ed alla pianura, che fu scena di lunghe contrastate vicende della lotta partigiana, e l'essere esattamente la zona in cui si costituì il primo nucleo di resistenza armata nel pinerolese ed avvenne la prima cruenta azione di repressione.

 

Se dunque nel lugno avvicendarsi delle stagioni partigiane Prarostino e Roccapiatta ebbero sempre una parte di rilievo quale luogo di rifugio o di organizzazione, è soprattutto l'episodio del 1943 che, in questi "flashes" storici può essere ricordato.

 

Il 13 settembre 1943, a Talucco dov'erano convenuti i primi "sbandati" nel dissolvimento dell'esercito susseguente all'8 settembre, il capitano Gioacchino Matteis e Giuseppe Chiappero (un impresario pinerolese che morirà a Mauthausen) decisero che la zona di Prarostino - ove già si erano rifugiati con diversi uomini, i tenenti Arca e Sansone - presentava buone caratteristiche per concentrarvi i giovani che da più parti si avviavano alla resistenza. Malgrado alcuni pareri contrari, nacque così il gruppo di San Bartolomeo, contraddistinto con il numero 15. Con catene clandestine di collegamento, ed anche mediante ripetuti viaggi del camioncino di Chiappero (che esibiva documenti annonari contraffatti) le squadre di Prarostino furono tenute rifornite, con una certa regolarità, dei viveri necessari. Il rastrellamento di metà ottobre, che entra nella storia come il primo nel pinerolese, è originato dall'azione alquanto imprudente (e, al momento, in contrasto con gli ordini di non assumere iniziative fino a quando l'organizzazione e l'equipaggiamente l'avessero permesso) di alcuni partigiani che, scesi a San Martino, fanno prigioniero un soldato tedesco e lo portano all'accampamento senza, fra l'altro occultargli il percorso e l'ubicazione dell'accampamento stesso. L'impossibilità, di conseguenza, di procedere alla liberazione implica il duro intervento del comando tedesco. Il 17 ottobre, 500 militari salgono a raggiera a San Bartolomeo battendo la zona. I civili vengono raggruppati nel centro del paese; Matteis e Sansone, sorpresi nel sonno, sono messi al muro; da loro si vuole sapere dove sono dislocati i "ribelli", rifugiatisi intanto nelle zone alte circostanti. L'azione si chiude a sera, con la morte di Sansone e l'imprigionamento di Matteis e della moglie che saranno richiusi nelle "nuove di Torino". Il giorno successivo, una serie di incendi appiccati dai "rastrellatori" distrugge case e baite della zona. Da Pinerolo si vedono le colonne di fumo salire scure verso il cielo: è la prima testimonianza evidente d'una lotta che si snoderà tra piana e monti, per diciannove mesi.

 

Il monumento si trova al centro di una piccola area verde adiacente al Municipio e sovrasta un'altra zona che racchiude, all'interno di una siepe, il viale della rimembranza ed un rustico monolito in pietra sul quale sono ricordate le date delle guerre durante le quali Prarostino ha pagato il suo duro contributo di caduti nel corso del XX secolo.

 

Su di un altro monolito le parole: "Per la fede, la patria, la libertà" vogliono ricordare ed accomunare tutti i Prarostinesi che nel corso dei secoli sono morti per questi ideali.

 

Salendo sulla sommità del monumento "FARO" tramite una stretta scala, si accede ad un terrazzo dal quale è possibile ammirare uno stupendo panorama a 360° sulle Alpi occidentali e sulla pianura pinerolese.

 

Un libro conservato in un apposito contenitore permette ai visitatori di apporre la loro firma a testimonianza della loro visita.

Il museo della viticoltura

Il museo della viticoltura

Venerdì 14 giugno 2002 alle ore 19.30 alla presenza dell'assessore provinciale all'agricoltura Bellion e dell'assessore provinciale alla cultura Valter Giuliano è stato inaugurato il Museo della Viticoltura, completamente ammodernato ed arricchito di molti oggetti ed attrezzature antiche che raccontano il lavoro della vigna nell'arco dell'anno. Pannelli didascalici con la storicità del luogo ed una videocassetta raccontano la tradizione medioevale di Prarostino, che già nel 1200, era ricca di vigneti quali il nebbiolo ed il pregiato doux d'Henry così chiamato in onore di Enrico IV. Un percorso museale interessante che si prefigge di proporre a scolaresche e turisti uno spaccato di storia e tradizioni raccontato in lingua e dialetto locale.

logomuseo

Stemma del museo della viticoltura di Prarostino

Questo piccolo, originale museo, inaugurato il 5 ottobre 1986 si trova nel capoluogo San Bartolomeo ed è stato realizzato dall'Amministrazione Comunale di Prarostino e dalla Comunità Montana Pinerolese Pedemontana. Pur nelle sue ridotte dimensioni, ma in un ambiente originale e suggestivo, il museo illustra attraverso gli oggetti, le attrezzature ed i materiali usati da secoli, la dura vita, ma anche l'ingegnosità dei viticoltori della zona pedemontana piemontese. Fotografie, disegni e quadri sinottici completano l'arredo ed aiutano a capire. Esaminando in senso orario, gli oggetti esposti, si segue un percorso ideale che illustra il ciclo di lavorazione della vite: dal dissodamento della terra, all'innesto, alla potatura fino alla raccolta dell'uva. La seconda sezione illustra la vinificazione e la successiva conservazione del vino.

Tutti gli oggetti sono rigorosamente originali e sono stati raccolti presso donatori volontari di Prarostino e della Comunità Montana. Il museo può essere visitato durante le ore di apertura dell'adiacente Biblioteca comunale (Sabato pomeriggio dalle ore 14.30 alle 17.00) oppure nel corso delle manifestazioni estive della Pro Loco. Per eventuali visite di gruppi in giorni diversi da quelli indicati, contattare gli uffici comunali con congruo preavviso (tel. 0121/500128).

Museo_3

Panoramica ingresso Museo

Guarda il Materiale presente nel museo

Guarda il Calendario del viticoltore

La viticoltura nel pinerolese

La coltivazione della vite anche nel territorio della Comunità Montana Pinerolese ha origini molto antiche. Generalmente il vino si consumava durante i pasti con parsimonia e in occasioni particolari (feste, matrimoni, ecc.). Quando alla fine del secolo scorso, con l'avvento delle prime industrie tessili ed estrattive cominciarono a circolare più soldi, si diffusero le osterie.

Secondo la credenza popolare si asseriva che il vino faceva bene alla salute, produceva più sangue e rendeva robusti, tanto e vero che anche i bambini iniziavano a bere qualche bicchiere di vino molto presto.

Parlare della vita e del vino nel quadro generale dell'area piemontese è indubbiamente un tema che riveste un'importanza notevole avendo in questa regione la viticoltura una tradizione bimillenaria ed essendo uno dei poli dell'economia agricola: alludiamo a questo proposito alle Langhe, al Monferrato, al Tortonese. Basti pensare per esempio ai numerosi riferimenti giacenti nei cartari delle abbazie o nei conti delle castellanie dei Savoia, negli atti notarili e nei catasti per capire quale importanza aveva in Piemonte la viticoltura e l'enologia sin dal Medioevo. Si può dire che ogni famiglia contadina possedesse un piccolo appezzamento di terreno coltivato a vite. Se però, come nel nostro caso, ci riferimano in particolare al pinerolese, il discorso cambia, poiché quì ci troviamo di fronte ad un tipo di coltura prevalentemente familiare. La vite nel passato era assai diffusa e, pur essendo praticata principalmente per autoconsumo, rappresentava una considerevole risorsa poiché il vino prodotto era il solo che si potesse consumare e poteva anche servire in caso di necessità per saldare debiti e ipoteche. Il vino prodotto aveva da un anno all'altro caratteristiche diverse poiché si faceva vinificare l'uva senza correggere i difetti con interventi chimici o biologici (per aumentare il tasso zuccherino o diminuire l'acidità del mosto). Il grado alcoolico poteva comunque raggiungere in certe annate 10° - 12°.

I vitigni

Un quadro abbastanza esaudiente dei vitigni coltivati nel pinerolese ci viene dato dalla "Relazione sulla esposizione ampelografica di Pinerolo" (per ampelografia si intende la branca della viticoltura che descrive i vitigni e li classifica. La relazione scritta da Luigi Provana di Collegno trovatasi in "Bollettino ampelografico", fasc. XVI, anno 1883.) tenutasi dal 25 settembre al 1 ottobre 1881 nella galleria al piano terreno del Collegio Civico.

Tra i vitigni più diffusi erano il Plassa, l'Avarengo, il Doux d'Henry e l'Avanà.

Plassa: é un nome dialettale che significa pellaccia, ad indicare lo spessore della buccia di colore nero chiaro. In alcune località della pianura questo vitigno è chiamato cuor duro. Incerta è la sua origine, mancando una sufficiente letteratura al riguardo; sembra tuttavia che la sua zona di provenienza sia il basso pinerolese (Bibiana, Bricherasio, Campiglione Fenile, San Secondo di Pinerolo).

Avarengo: è un vitigno che non viene citato dagli autori anteriori all'800. Si crede tuttavia che sia originario dei dintorni di Pinerolo, della zona pedemontana. Un tempo l'uva nera prodotta da questo vitigno veniva consumata a tavola o per cure diuretiche, poi fu successivamente utilizzata anche per la produzione per il vino.

Doux d'Henry: è un vitigno che produce un uva scura, il cui nome significa dolce di Enrico, altri lo chiamavano doun d'Henry (dono di Enrico) . Esistono scarse notizie storiche, dubbia è pertanto la sua origine che taluni credono francese a causa del nome.

Avanà: anche di questo vitigno che dà un'uva scura non si conosce con esattezza la provenienza, probabilmente è di origine francese ed era molto diffuso nella Val di Susa.

Piatti tradizionali

Prustinenca

prustinenga

Deriva dall'abilità ingegnosa, con cui, malgrado la scarsezza di mezzi, si ottenevano piatti di elevato valore gastronomico.

 

E' data da una fricassea di fegato e di polmone di vitello (o di maiale).

 

In un capace tegame porre a rosolare (con burro, olio, cipolle tritate e ventresca di maiale a liste fini) il polmone precedentemente tagliato a pezzi.

 

Quando comincia a rosolare, aggiungere il fegato (in rapporto da 1 a 4 con il polmone) e coprire il tutto con brodo di gallina (o di manzo).

 

Insaporire con noce moscata e marsala secca; aggiungere pomodori pelati e l'acqua densa di sapori che si è ottenuta facendo bollire in un pentolino a parte rosmarino, chiodi di garofano e cannella in stecca in dose generosa.

 

Cuocere a fuoco moderato per circa 3 ore aggiungendo brodo quando necessario. Non salare se il brodo è già sufficientemento sapido.

 

Qualora al momento di servire, la prustinenca non appaia convenientemente densa, legarla con un po' di farina bianca.

 

Accompagnare con l'asciutto vino Prustinenc.

 

----------------------------------------------------------------------------------

 

 Zuppa alla barbetta

La Supa Barbetta

Deriva dall'abilità ingegnosa, con cui, malgrado la scarsezza di mezzi, si ottenevano piatti di elevato valore gastronomico.

Ingredienti:

- Brodo (preferibilmente di gallina o di manzo).

- 300 grammi di pane a fettine (in alternativa si possono usare grissini spezzati grossolanamente)

- 300 grammi di toma stagionata (in alternativa si può usare parmigiano grattugiato)

- Abbondante cannella in polvere

- Olio d'oliva e burro.

Preparazione:

In una teglia, un po' oliata sul fondo, formare uno strato di fettine di pane (o di grissini), cospargere ampiamente con formaggio e cannella, aggiungere qualche fiocco di burro.

 

Ripetere gli strati fino a finire gli ingredienti.

 

Mantenere per pochi minuti sulla fiamma, poi aggiungere brodo finché i grissini siano ben imbevuti.

 

Lasciare a fuoco moderato un'ora circa, senza coprire né rimestare.

 

Al momento di servire in tavola, spolverare ancora con formaggio.

Il vino Concaverde

Il vino Concaverde "vin dl'untin ed Prüstin"

concaverde

Bottiglia di Concaverde

Il vino Concaverde vin dl'untin ed Prüstin è stato prodotto per la prima volta nel 2004 su iniziativa del Comune di Prarostino allo scopo di valorizzare il prodotto locale peraltro conosciuto ed apprezzato da sempre.

Vino rosso delle colline prarostinesi il "Concaverde" nasce dall'accurata cernita delle migliori uve: barbera, dolcetto, bonarda, doux d'Henry e freisa coltivate nel Comune di Prarostino. Il suo colore rubino intenso, il suo profumo di piccoli frutti rossi ed il suo gusto pieno ed armonico lo rendono ideale per i migliori piatti della cucina del territorio.

Il Pinerolese Rosso Concaverde ha ottenuto il marchio D.O.C.

Il Concaverde può accompagnare i piatti tipici prarostinesi:

Prustinenca
Zuppa alla barbetta

Chiese e Templi

Chiese (arte e storia)

tempiovaldese

Il tempio valdese di San Bartolomeo

Anche se il tempio attuale fu costruito solo molto più tardi si hanno notizie di un locale di culto valdese a San Bartolomeo fin dal 1692 anche se le notizie lo descrivono come una semplice capanna con il tetto di paglia. Già nel 1724 la paglia viene sostituita con delle lose e questo crea problemi con le autorità che, nel clima di intolleranza religiosa di quegli anni non permettevano costruizioni di locali di culto stabili al di fuori dei confini stabiliti. La modestia della costruzione è comunque testimoniata dalle numerose riparazioni e ricostruzione che si rendono necessarie nei decenni seguenti a causa di danneggiamenti provocati da temporali, vento, nevicate. Negli anni 1828-1829, al termine di lunghe diatribe legali e burocratiche fu costruito l'attuale tempio. Si tratta di una costruizione rettangolare in muratura con l'ingresso sul lato lungo. Il pavimento è in legno e due scale, pure in legno, portano ad una galleria sopraelevata che si sviluppa su tre lati del tempio. Il pulpito e l'organo a canne si trovano sul lato lungo di fronte all'ingresso mentre i banchi per i fedeli sono disposti a semicerchio intorno al pulpito.

tempioroccapiatta

Il tempio di Roccapiatta

In posisizione isolata rispetto all'abitato dei Rostagni, capoluogo dell'ex comune di Roccapiatta, sorge l'interessante tempio Valdese di Roccapiatta. Non si hanno notizie precise riguardo alla sua prima costruzione che si presume sia avvenuta fra il 1592 ed il 1594 durante l'occupazione francese del comandante ugonotto Lesdiguieres. Nel 1655 il tempio fu danneggiato durante le tristemente famose "Pasque Piemontesi" ad opera delle truppe del Marchese di Pianezza. Il 12 aprile 1686, venerdì santo, il tempio di Roccapiatta ospitò un avvenimento decisivo per la storia valdese: i delegati delle valli, spronati da Enrico Arnaud, scelsero di resistere con le armi al decreto del duca Vittorio Amedeo II che ordinava la consegna delle armi, l'accesso ai missionari e permetteva l'espatrio previa vendita dei beni. Dal 12 al 21 aprile le riunioni si susseguirono a ritmo serrato per organizzare la difesa contro l'immancabile repressione ducale. Tra il 22 ed il 23 aprile le truppe, al comando di Gabriele di Savoia attaccarono la zona, travolsero ogni resistenza e distrussero il tempio. I superstiti dovettero subire la prigionia e quindi l'esilio in Svizzera e Germania. Nel 1689 (Glorioso Rimpatrio) i valdesi ritornarono dall'esilio con un'epica impresa, ma solo nel 1700 il tempio poté essere ricostruito per essere poi grandemente danneggiato nel 1744 da una nevicata. Dopo varie vicissitudini burocratiche, nel 1756 il tempio, drasticamente ristruttturato o, forse, completamente ricostruito, venne nuovamente inaugurato. Altri interventi conservativi furono eseguiti nel 1851 e 1921. Il tempio, a pianta rettangolare, ha un pavimento formato di lastre di pietra squadrate. Davanti al pulpito, su alcune di queste pietre si possono leggere delle iscrizioni che testimoniano che quì furono seppelliti dei personaggi importanti, in maggioranza ufficiali protestanti stranieri al servizio dei duchi di Savoia e dei re di Sardegna.

chiesacattolica

La chiesa cattolica di San Bartolomeo

Le prime notizie circa l'esistenza di una chiesa cattolica a Prarostino si hanno dal documento con cui la contessa Adelaide nel 1064 costituisce l'abbazia di Santa Maria legandole una lunga serie di proprietà tra cui il territoriale di Prarostino. La chiesa sorgeva allora un poco più in alto dell'attuale costruzione, nella località che viene tuttora indicata come "La Cappella" e comprendeva anche la casa parrocchiale ed il cimitero. Nell'anno 1568 la chiesa era diroccata. L'attuale chiesa è stata eretta nel 1744 in onore di San Bartolomeo (che ha dato il luogo al capoluogo di Prarostino) per volontà di Carlo Emanuele Re di Sardegna. Costruita in stile barocco conserva al suo interno una serie di pregevoli tele che testimoniano, tra l'altro, l'avvicendarsi di diversi ordini monastici che hanno retto nel tempo la parrocchia di San Bartolomeo.

Scuole Beckwith

Scuole Beckwith

Anche Prarostino, come moltri altri comuni delle Valli Valdesi, vide sorgere nella prima metà del 1800 un gran numero di scuole quarteriali per iniziativa e con il finanziamento del colonnello inglese Beckwith. Queste scuole, anche se gestite sovente da insegnanti non diplomati, ebbero il merito di abbassare drasticamente con grande anticipo rispetto al resto dell'Italia il livello di analfabetismo in tutte le comunità dove vennero costruite.

scuolebeckwith

Scuole Beckwith

Sarebbe troppo lungo spiegare in questa sede la storia di queste scuolette (monolocali di piccole dimensioni che ospitavano normalmente pluriclassi). Basti dire che nel 1849 nel territorio di Prarostino e Roccapiatta esistevano 12 scuole, con diverse centinaia di alunni, che la situazione alla fine del secolo era praticamente invariata e che nel 1928 ancora 5 scuole davano lì istruzione primaria a 130 allievi. Queste scuole di proprietà della chiesa valdese, vengono tuttora in parte utilizzate per le riunioni quartierali della comunità. Chi fosse interessato, potrà visitarle, nella loro architettura povera ed essenziale nelle seguenti borgate: Rostagni, Cardoni, Godini (territorio ex comune di Roccapiatta); Collaretto, Gay, Piani, Cordonatti (territorio comune di Prarostino). Altre sono state trasformate in scuole comunali (Rocco), nel Municipio (San Bartolomeo) oppure in abitazioni private.

AGRITURISMO "Favè"

 

indirizzo

Via Ruata, 56 - 10060 Prarostino (TO)

telefono

0121.501328 - 339.612809

email

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web

 

facebook

 https://www.facebook.com/agriturismo.fave?fref=ts

 

A favè , nel comune di Prarostino, in zona collinare a  550 m lsm, si trova una piccola azienda  Agricola con varie produzioni:  grano biologico, foraggere, orticole, mele e piccoli frutti, ma soprattutto allevamento di bovini e trasformazione del latte in formaggi: tomette, tomini, saras.

 fave 1

A favè è attivo un piccolo agriturismo che propone soggiorni, con una pratica sistemazione in un piccolo monolocale; attività didattiche per piccoli gruppi o scolaresche, con esperienza di mungitura e trasformazione del latte, passeggiate alla scoperta del bosco e della sorgente, ecc;   infine una piccola saletta può accogliere ospiti a pranzo o a cena a tema proposti dall’az o su richiesta.

fave 2

 

 

B&B Altrove

 

indirizzo

Piazza della Libertà, 6 - 10060 Prarostino (TO)

telefono

(+39) 0121 501650 - (+39) 347 7892393

email

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web  
facebook

https://www.facebook.com/BedandBreakfastAltrovePrarostino/?pnref=lhc

 

facciata

Prezzo/pax
MIN 45
MAX 60
sconti per settimana da sabato a sabato

             

2

Bagno privato

-

-

1

-

-

Bagno condiviso

-

-

-

-

-

il costo si intende al giorno per la camera. Letto bambini Euro 15 al giorno

dal_balcone

Chi? Grazia, Ferruccio e il loro gatto Lenu vi aspettano ad Altrove per offrirvi ospitalità, quiete e buone prime colazioni. Vi potranno dare indicazioni sulle passeggiate lungo i sentieri partigiani, in mezzo ai boschi di castagni, faggi e maggiociondoli o mettervi gratuitamente a disposizione “rampichini” con cui cimentarvi in gite più o meno impegnative, nell'aria fina e ritrovare la vostra forma fisica e il vostro equilibrio tra corpo e mente.

Dove? A Prarostino, in Val Chisone, a circa 700 metri di altitudine, in un piccolo borgo tranquillo in una casa di pietra antica ma completamente ristrutturata che vi mette a disposizione la tecnologia per lavorare, se dovete, collegati al resto del mondo.
Se vi piacerà potrete raggiungere luoghi con panorami bellissimi tra le valli Chisone, Pellice e Germanasca.

Quanto? Il nostro B&B è composto da una camera matrimoniale con bagno privato, ingresso indipendente, TV, frigobar, internet wi-fi ad un costo contenuto per due persone o con letto aggiuntivo per bambini e prima colazione compresa al costo indicato.

Quando? Altrove è aperto e pronto ad ospitarvi da maggio a fine luglio, nelle notti calde della pianura, per offrirvi freschi sonni sotto il piumino e da settembre alla metà di ottobre, tempo di vendemmia, durante l'estate indiana con panorami da fotografare in infinite tonalità di rossi.

Come? Potrete prenotare telefonicamente, o via fax, o inviando una mail e chiedere ulteriori informazioni.

camera_BB

cucina_prima_colazione

Who? Grazia, Ferruccio and their cat Lenu are waiting for you at AltrOve. They'll offer you hospitality, calm and delicious breakfasts. Moreover, they will be able to show you where to talk a walk along the partisan paths surrounded by silent woods rich in chestnuts, beeches and laburnums. On request, you'll have free mountain bikes to use for easy or more challenging tours always lost in a fresh, clean environment so to recover your shape and balance between body and mind.

Where? At Prarostino, in a little village placed in Val Chisone, at about 750 meters sea-level, there is our early nineteen century house. Vine-covered stonewalls outside, completely reorganized spaces inside to give you the best comfort and technology. The zone is full of panoramic sites placed in Val Chisone, Val Pellice and Val Germanasca.

How much? We have a double bedroom with en-suite bath, stand-alone entry, tv, frigobar, wi-fi internet, at a reasonable price, breakfast included. On request, an extra bed for a kid with breakfast at the marked price.

When? Opening from May the 1th to July the 31th, when climate in the plain is hot, and from September the 1th to October the 15th, during the grape harvest.

How? You can ask for more informations or reserve your holiday by phone, fax or e-mail.

Trattorie e Ristoranti

Trattorie e Ristoranti di Prarostino

Prarostino vi invita a gustare, nella salubrità dell'aria e nella bellezza del paesaggio, i suoi sapori tipici.

 

Trattoria Marino Renzo / Paget Bruna

Via Piani 20, Prarostino Tel. 0121 500760
La Grengia
Tel. 0121 501315

agriturismomarino

Nel fabbricato di una preesistente azienda agricola, condotta fin dal 1730 dalla famiglia Marino, nasce nel 1987 l'azienda agrituristica che tuttora gestisce tre camere con sei posti letto. Il connesso locale di ristoro si è successivamente ingrandito e trasformato nell'attuale trattoria con oltre 150 coperti.

 

La cucina è tuttora gestita direttamente dalla famiglia Marino. Il menù comprende, oltre ad una ricca serie di antipasti alla piemontese, i primi piatti preparati in casa, selvaggina, ecc. Il complesso sorge in amena e tranquilla posizione a mt. 838 di altitudine ed è punto di partenza per belle e tranquille passaggiate segnalate in mezzo ai boschi di faggi e di castagni indicate anche a bambini e persone anziane. Il locale dispone inoltre di un comodo parcheggio e di ampi spazi per giochi all'aperto (bocce, giochi bimbi, ecc.)

 

 

 

 

 

 

Osteria dall'Orso

Via Rocco 60, Prarostino
Tel. 0121 500277
Cell. 3389842525

orso

Sulla fresca collina di Prarostino, a solo 5 minuti da Pinerolo, si trova l'originale Osteria dall'Orso, tipico locale dove potete, tra le altre cose, degustare cucina casalinga e prodotti biologici, carta dei vini. Potete inoltre passare piacevoli serate in compagnia di buona musica, vino, birra e quant'altro. Aperto: Giovedì, Venerdì, Sabato e Domenica dalle 17 all'una.

 

 

 Bar del Faro - Circolo Pro Loco

Piazza Libertà numero 3, Prarostino

circolo-con-unplimodificata

Il circolo adiacente le strutture della Pro loco (pista coperta, cucina e bocciofila), che  garantisce un luogo di incontro per chi vuole trascorrere le serate nel capoluogo San Bartolomeo.

Un bar vi attende, aperto tutti i giorni in orario serale tranne il mercoledi' ,il sabato e la domenica tutto il giorno.

Bosco didattico

Il Bosco Didattico, struttura fortemente voluta e realizzata dai volontari Anti Incendi Boschivi si trova nel Comune di Prarostino in Località Colletta, a circa mezz'ora di cammino dal centro del paese percorrendo un comodo sentiero attraverso boschi di faggi e castagni; è facilmente raggiungibile in automobile e autobus in circa 10 minuti partendo dal capoluogo; all'interno del bosco è presente una area attrezzata con una decina di tavoli e relative panche, dove è possibile fare "pic-nic". Nelle immediate vicinanze sorge il ristorante Marino che dispone di ampi parcheggi.

 

Il primo allestimento del Bosco Didattico è avvenuto nel 2004, anno in cui un gruppo di volontari AIB della squadra di Prarostino ha provveduto a realizzare un imponente lavoro di pulizia e sistemazione delle stradine che lo percorrono e del sottobosco mediante l'asportazione del fogliame eccedente e delle parti in legno rinsecchite.

 

Nel 2005-2006 i lavori di allestimento sono proseguiti con interventi di piantumazione di nuove essenze locali e con la preparazione di cippi con targhe identificative che permettono l'agevole riconoscimento di tutte le varietà arboree presenti nel Bosco.

 

Nella primavera 2006 durante la consueta Festa dell'Albero gli Alunni hanno provveduto personalmente a installare le targhe identificative presso i vari gruppi di alberi coadiuvati dall'esperienza delle locali Guardie Forestali; al termine delle attività nel Bosco Didattico si è svolta una esercitazione di spegnimento di incendio boschivo.

 

Le attività all'interno del Bosco Didattico non si esauriscono qui, nel 2007 è avvenuta l'installazione di bacheche esplicative lungo i sentieri del bosco, preparate dai Volontari del Servizio Civico Anziani con il contributo economico della Regione Piemonte e i contenuti tratti da Wikipedia l'enciclopedia libera e la posa di targhe identificative anche per gli elementi del sottobosco. Nel 2008 si è proseguito con la realizzazione di una fontana per consentire l'irrigazione degli alberi nei periodi di siccità.

                                                                    DSC3131

Galleria fotografica

Album fotografico di Prarostino
 
 
Palazzo Comunale
                                                                       municipio01
                                                                                                             
                              
 
 
Faro della Liberta'

faro03

far

faro01

faro02

 

Area camper          

Area2

26

 

Panorama

 IGP0226

paseggio100_02gr03

panorama_prar

prarostinopanorama

fotohome

foto 2

tempio100_01gr01

 

Arena balestrieri

campo-balestrieri

arena01

 

 

 

 

Materiale museo viticoltura

Per secoli i recipienti usati per la vendemmia e la vinificazione erano in legno e venivano fabbricati artigianalmente. Diamo ora una breve spiegazione degli attrezzi e dei recipienti che venivano più comunemente usati dai viticoltori.

Tutti gli attrezzi sono presentati nel museo della viticoltura di Prarostino

LE CESOIE: (là tezouira) - specie di forbici con lama larga e arrotondata, usata per potare le viti o per tagliare l'uva.
IL PANIERE: (lou cavanh) - cesto con manico fatto solitamente di salice o anche di canne intrecciate che serviva per raccogliere l'uva appena tagliata.
IL SOLFORATORE: (la boulha) - recipiente a pompa, munito di un tubo con un irroratore atto a trattare le viti con il solfato di rame. Veniva portato sulla schiena mediante due cinghie.
LA BRENTA: (la brinda) - bigoncia ovale della capacità di circa 50 lt., rastremata al fondo con due cinghie per il trasporto a spalle fino al tino o nei grandi mastelli sul carro. Veniva anche utilizzata per il travaso del vino nelle botti.
IL MASTELLO: (la sibbra) - tinello a due manici con doghe per il trasporto dell'uva sul carro., dalla vigna al tino, o per il travaso.
LA SECCHIA: (la séllha) - recipiente di forma ovale e appiattita, con una dogha allungata a guisa di manico, veniva utilizzato per travasare il vino o per il trasporto dell'acqua necessaria a lavare la botte. Con questo nome si può anche indicare un secchiello in legno largo e basso impiegato per lo stesso uso.
L'AMMOSTATOIO: (l'eimaoutoou) - bastone in legno munito nella parte terminale di una specie di forcella in legno o in ferro. Veniva usato per pestare a mano l'uva nel tino.
IL TINO: (la tina) - recipiente cilindrico che si restringe verso l'alto, con doghe di varie dimensioni, in cui l'uva veniva pigiata e lasciata in fermentazione
IL FORCONE: (luo trent) - forca con le punte perpendicolari al manico, più corto rispetto a quello normale. Serviva per raccogliere le vinacce dal tino.
IL TORCHIO: (lou torch) - strettoio di legno con v?ite fissata ad una base di legno che spinge, mediante l'azione di una leva, un ferro orizzontale, un ceppo dentro una gabbia. Veniva utilizzato per spremere le vinacce.
VASCA DI LEGNO: in cui si ammucchia l'uva raccolta nei filari per essere avviata al torchio.
LA BOTTE: (lou boutàl) - recipiente cilindrico a doghe per la conservazione del vino, munito di un foro rotondo in alto nella doga mediana, atto a ricevere il vino e di un altro nel fondo anteriore, atto a spillare il vino.
L'IMBUTO: (l'émbousoou) - se di latta era a forma di cono rovesciato, a volte era una specie di conca con i bordi ripiegati che serviva per travasare il vino dalla brenta alla botte; se di legno era di forma ovale a doghe con una parte del bordo più alta. Quest'ultimo tipo di imbuto, per potersi adattare alla botte e rimanere ben saldo, veniva posto su un supporto di legno.
LA CANNELLA: (l'eipinella) - arnese di varie dimensioni atto a spillare il vino, è composto da un congegno a guisa di rubinetto che apre e chiude il passaggio del vino.
LA TAPPATRICE: (l'éitouppaboutellha) - arnes?e in legno con leva in ferro, atto a tappare le bottiglie con il turacciolo.
IL BARILOTTO: (lou barlèt) - piccolissima botte per il trasporto di modesti quantitativi di vino.
IL CAVATAPPI: (lou taravlot) - succhiello atto a stappare le bottiglie

Calendario viticoltura

vignaiolo
Vite
Interfilari
Cantina
Gennaio Prosecuzione potatura nelle giornate meno fredde   Travaso vino nuovo (a fine dicembre o inizio gennaio)
Febbraio Potatura secca e trasporto dei sarmenti.   Colmatura delle botti
Marzo Nuovi piantamenti e propagginazione.

Sistemazione canne di sostegno delle carasse.

Legatura del nuovo tralcio fruttifero alle carcasse.
  Travaso del vino nuovo.

Imbottigliamento
Aprile Vangatura

Spollonatura
Sarchiatura grano e coltivazione a file. Imbottigliamento vino

Pulitura delle botti rimaste vuote e loro solforazione.
Maggio Spollonatura

Avviamento trattamenti anticrittogamici e antiperonosporici.

Sarchiatura.

Raccolta a fasci e legatura germogli alle carcasse.
Taglio e interramento erbaggi da sovescio.  
Giugno Raccolta a fasci e legatura germogli alle carcasse.

Prosecuzione dei trattamenti.
Taglio dei cereali  
Luglio Zappatura e aratura del terreno.

Raccolta a fasci e legatura germogli alle carcasse.

Spampinatura.

Prosecuzione dei trattamenti.
   
Agosto Zappatura e aratura del terreno.

Spampinatura.

Prosecuzione dei trattamenti.
Aratura in preparazione semine autunnali.  
Settembre Spampinatura.

Vendemmia
Aratura in preparazione semine autunnali.

Erpicature.
Ripulitura botti

Pigiatura e ritiro di mosto e vinacce nei tini di fermentazione
Ottobre Vendemmia.

Racimolatura dei grappoli di latta di tarda maturazione.
Pesta col rullo dei terreni arati

Semina cereali e leguminose da sovescio.
Pigiatura e ritiro di mosto e vinacce nei tini di fermentazione

Travaso del mosto e torchiature vinacce.

Produzione vinello.
Novembre Avvio potatura secca e rimozione sarmenti.

Preparazione terreni per impianti o sostituzione ceppi morti.
Semina cereali o leguminose da sovescio. Colmatura delle botti.
Dicembre Prosecuzione potatura nelle giornate meno fredde   Travaso vino nuovo (a fine dicembre o inizio gennaio)

Festa dell'albero

Festa dell'Albero 2005

Nella primavera del 2005 alla Festa dell'Albero che si è svolta nel Bosco Didattico in località Colletta hanno partecipato, oltre agli Alunni della Scuola Elementare Martiri del Brich, la Squadra AIB di Prarostino, l'Associazione SportivaMente, l'Amministrazione Comunale, le Guardie Forestali e i Veterinari dell'ASL.
Nella mattinata si sono svolte molte attività pratiche legate ai lavori del bosco: raccolta ed accatastamento dei rami, rastrellatura, trasporto con la gerla e imballaggio delle foglie; a seguire ci sono state le spiegazioni delle Guardie Forestali e dei Veterinari .

f-alberi2

Dopo il pranzo la festa è proseguita con una serie di giochi e attività preparate da SportivaMente sotto la pista coperta.

-------------------------------------

Festa dell'Albero 2006

Venerdì 19 Maggio i bambini della scuola materna hanno provveduto, aiutati da alcuni volontari AIB, alla messa a dimora di alcune piantine nel cortile della loro scuola.
Gli alunni più grandi, al mattino hanno partecipato alle attività nel Bosco Didattico consistenti nel catalogare con targhette metalliche fissate su cippi di legno infissi nel terreno buona parte degli alberi presenti nel bosco, con il prezioso aiuto del corpo Forestale dello Stato.
festalbero2006-0

festalbero2006

festalbero2006-1
Dopo aver pranzato tutti insieme presso la trattoria Marino, a pochi passi dal Bosco Didattico, si è svolta una esercitazione di spegnimento di incendio boschivo simulato, tutti i bambini hanno potuto provare le tecniche basilari di spegnimento utilizzando le attrezzature della locale squadra A.I.B. Al termine, giochi all'aria aperta con l'aiuto delle insegnanti e dei volontari di SportivaMente.

Lou Prustinenc

 

prustinenc

 

AGRITURISMO "Il Bosco delle Api"

 

indirizzo

Via Gay, 86 - 10060 Prarostino (TO)

telefono

334.5089994

email

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web

 www.ilboscodelleapi.it

facebook

https://www.facebook.com/lalocandadelboscodelleapi/?fref=ts

 

All'imbocco delle Valli Valdesi, a cinque minuti dalla cittadina di Pinerolo, a pochi km da Torino, immerso nel verde e nella quiete dei boschi, si trova Il Bosco delle Api, agriturismo e bed&brekfast, luogo ideale per chi desidera un weekend in pieno relax, per chi ama le escursioni in moutainbike, il trekking e il nordikwalking o per chi semplicemente vuole gustare un buon piatto!

Il Bosco delle Api prende il suo nome dall'apiario collocato ai margini del bosco per permettere alle api di bottinare su flora spontanea ed incontaminata e produrre un miele paglierino che potrete degustare o imparare ad utilizzare come cura per il corpo lasciandovi guidare alla sua scoperta dalla padrona di casa in uno de "I laboratori del miele"

Là dove regna il silenzio....

                                          

il bosco delle api

 

Galleria Fotografica

test

Serate culturali

Guarda l'elenco delle serate culturali sul  sito della

 PRO LOCO PRAROSTINO

 

 

 

Attivita' museo viticoltura

 

In allestimento

14° Edizione Serata medioevale

CASA VACANZE "Orchidea"

 

indirizzo

Piazza della Libertà, 3 - 10060 Prarostino (TO)

telefono

(+39) 3491030889

email

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web  www.casavacanzeorchidea.com
facebook

https://www.facebook.com/Casa-Vacanze-Orchidea-916251548427522/?fref=ts

 

La Casa Vacanze Orchidea si trova in una zona tranquilla del Pinerolese, a Prarostino, un piccolo paese collinare ai piedi delle Alpi e distante solo 10 minuti dal centro di Pinerolo.

20150418 110228

La Casa Vacanze Orchidea dispone di 4 luminosi appartamenti, moderni e dotati di tutti i comfort, uno dei quali interamente pensato e realizzato per accogliere persone disabili.

A Prarostino troverete una dimora accogliente, lontana dal caos e dalla frenesia della città. A svegliarvi sarà l'allegro cinguettio degli uccellini che verranno a farvi visita sul vostro balcone. Sarete sorpresi dalla quiete di questo Paesino pede-montano: durante il soggiorno potrete fare lunghe passeggiate rigeneranti, anche nei sentieri per addentrarvi nel bosco che con i suoi mille colori mostra in ogni stagione il suo fascino; oppure, spostandovi con la Vostra auto, potrete raggiungere la Cittadina di Pinerolo con il suo museo della Cavalleria, l'incantevole città di Torino, nonchè tutte le Valli circostanti: ci troviamo infatti tra la Val Pellice e la Val Chisone ricche di tradizioni e cultura.

20150925 174722

La rete wi-fi gratutita vi permetterà comunque di rimanere collegati.

A pochi km disponiamo di una Trattoria tipica a conduzione familiare, avente due sedi una invernale "Residence La Grengia" e una estiva, immersa nei boschi  "Trattoria Piani" dove potrete venire a gustare i piatti tipici piemontesi.

Siamo aperti tutto l'anno per brevi/lunghi soggiorni.

Settembre 2016

SETTEMBRE 


Sabato 10 Settembre 2016

Titolo: Gara a bocce "3° edizione trofeo Jannin Renzo"

Organizzatore: BOCCIOFILA

Luogo: San Bartolomeo

Orario: Ore 14:00


Sabato 10 Settembre 2016

Titolo: Concerto ANA

Organizzatore: Gruppo ANA

Luogo: Tempio di Roccapiatta

Orario: Ore 20:45


Sabato 17 e Domenica 18 Settembre 2016

Titolo: 32° Campionato italiano di tiro con la balestra antica da banco

Organizzatore: Comune di Prarostino - Compagnia Balestrieri di Roccapiatta

Luogo: San Bartolomeo

Orario:


Sabato 24 Settembre 2016

Titolo: Festa dei lettri

Organizzatore: Biblioteca

Luogo: Biblioteca Comunele (B.ta Rocco)

Orario:


Sabato 24 Settembre 2016

Titolo: Cena del bollito

Organizzatore: Pro Loco

Luogo: San Bartolomeo

Orario: 19:30


 Domenica 25 Settembre 2016

Titolo: Gara a bocce "POOL DELL'UVA 3° trofeo Giulio Depetris"

Organizzatore: BOCCIOFILA

Luogo: San Bartolomeo

Orario:


Freccia sinistra

Agosto 2016

 

AGOSTO


Venerdì 26 e Sabato 27 Agosto 2016

Titolo: Gara a bocce "NON CAPACI"

Organizzatore: Bocciofila - Pro Loco

Luogo: San Bartolomeo

Orario:


Freccia sinistra

Ottobre 2016

OTTOBRE


Sabato 01 e Domenica 02 Ottobre 2016

Titolo: Festa dell'Uva

Organizzatore: Coordinamento Associazioni Prarostinesi

Luogo: San Bartolomeo

Orario:


Domenica 30 Ottobre 2016

Titolo: Festa di Halloween

Organizzatore: Pro Loco

Luogo: San Bartolomeo

Orario: Ore 15:00


Freccia sinistra

Novembre 2016

 

NOVEMBRE


Sabato 19 Novemre 2016

Titolo: Spettacolo teatrale "L'ALTRA STORIA" a cura del Gruppo Teatro Angrogna

Organizzatore: Comune di Prarostino

Luogo: San Bartolomeo

Orario: Ore 20:45


Domenica 20 Novemre 2016

Titolo: Commemorazione "ECCIDIO DEL BRIC"

Organizzatore: Comune di Prarostino

Luogo: Località "BRIC"

Orario:


Freccia sinistra

Dicembre 2016

 

DICEMBRE


Sabato 03 e Domenica 04 Dicembre 2016

Titolo: Mercatini di Natale

Organizzatore: Coordinamento Associazioni di Prarostino

Luogo: San Bartolomeo

Orario:


Domenica 11 Dicembre 2016

Titolo: Gita ai Mercatini di Natale

Organizzatore: SPORTIVAMENTE

Luogo: (Da definire)

Orario:


Freccia sinistra

Maggio 2016

MAGGIO


Sabato 30 Aprile - Domenica 01 Maggio 2016

Titolo: Manifestazione motoristica "ROMBO NEL CUORE"

Organizzatore: A.S.D. Conca Verde

Luogo: San Bartolomeo

Orario:


Venerdì 19 Maggio 2016

Titolo: Quarantennale del Gemellaggio con il Comune di Mont-Sur-Rolle (CH)

Organizzatore: Comune di Prarostino

Luogo: San Bartolomeo

Orario: 18:30


Sabato 20 Maggio 2016

Titolo: Cena Canterina

Organizzatore: Gruppo ANA

Luogo: San Bartolomeo

Orario: 20:00


Giovedì 26 Maggio 2016

Titolo: Festa dell'Albero

Organizzatore: A.I.B Prarostino

Luogo: Bosco Didattico (Loc. Colletta)

Orario: 09:00


Domenica 29 Maggio 2016

Titolo: Giornata dello Sport

Organizzatore: SPORTIVAMENTE

Luogo: San Bartlomeo

Orario:


Freccia sinistra

Marzo 2016

MARZO


Freccia sinistra

Comune di Prarostino - Piazza della Libertà, 15 - 10060 Prarostino (TO) -
Tel. 0121.500.128 - Fax 0121.501.792 - P.I. 02511260016 - C.F. 85002710011 -